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08/05/2017

Anja Kunze – la vita mutevole : Recensione del critico d’arte Pasquale Pagnottella (2017)

Anja Kunze – la vita mutevole – Il respiro di tutto ciò che avevamo dimenticato. Ogni singolo movimento a ricordare il flusso di quello che ci circonda. E’ questo ciò che siamo ? Ascolto con attenzione le parole di Anja Kunze. Una ad una. Arrivano in luoghi sconosciuti. Luoghi sepolti e protetti da rumori e benedizioni a caso. E le parole si aggrappano a ciò che permette loro di nascere. Si avvicinano lentamente a ciò a cui devono la vita. Con amore assoluto. Senza bisogno di risposte. Senza chiedere nulla in cambio. Lo avvolgono e lo acclamano. Il Colore. Il colore che da la vita e fa risplendere ogni cosa. Come preghiera da rivolgere. Una preghiera di ringraziamento a ciò che ci permette di respirare inconsapevolmente. Di muoverci nell’infinito. Non guardo, sento. Non leggo, ascolto. La vita e’ in ogni cosa. Ci circonda. Qualunque sia il nostro colore. Ed infiniti sono i colori. Comprendere il principio, comprendere le possibilità. Non esiste una fine. I margini sono liberi. Ciò che è dentro deve espandersi. Poter scivolare verso nuove direzioni. E’ infinita l’Opera della Kunze, perché ogni elemento e’ in divenire. Un “mentre” senza soluzione di continuità. E’ questo ciò che siamo. Un movimento perenne che non trova appigli o punti fermi. In continua trasformazione. Da profondità a profondità. Ogni volta diverso. Mutevole per ogni singolo frammento di secondo. Per ogni singolo frammento di vita.

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